Giunto alla XX edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, conosciuto come Selezione del Sindaco, si presenta rinnovato nel nome e nelle proposte.
Viene organizzato dall’Associazione Nazionale Città del vino con l’autorizzazione del MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) e il supporto scientifico dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino).
Lo spirito è quello di ribadire il valore del rapporto tra vino e territorio premiando insieme le Aziende e i Comuni. Sindaci e produttori sono così idealmente uniti nella promozione delle tradizioni e delle eccellenze enologiche.

Il Concorso, per il suo carattere itinerante e internazionale, ha avuto luogo nelle precedenti diciannove edizioni in alcune tra le più importanti Città del Vino italiane, mentre l’edizione 2015 si è svolta in Portogallo.
Ogni anno partecipano alle sessioni di degustazione circa 80 commissari tra enologi, buyer, importatori, tecnici e giornalisti provenienti dall’Italia e dall’estero, ai quali diamo l’opportunità di conoscere, più da vicino, i vini in concorso e i territori dai quali essi provengono.
Possono essere iscritte tutte le categorie di vini, purché Dop (Doc e Docg) e Igp. In palio Gran Medaglie d’Oro, d’Oro e d’Argento, per quello che può essere considerato da parte delle Aziende vitivinicole, una volta ottenuta la medaglia, un attestato di certificazione della qualità dei loro vini; perché di fatto l’obiettivo del Concorso Enologico di Città del Vino è quello di offrire alle aziende uno strumento in più di promozione e valorizzazione.

Il Concorso Enologico include anche una sezione dedicata alle migliori Grappe Italiane, il Grappa Award.

 

Tutte le fasi del concorso:

Nel luogo individuato ogni anno come sede del Concorso, il nostro personale riceve centinaia di vini al giorno durante il mese che precede la degustazione. Riceve, identifica e controlla che i campioni corrispondano ai dati forniti durante l’iscrizione del vino sul nostro sistema di registrazione. Successivamente ad ogni campione viene assegnato un codice anonimo che servirà a identificare e localizzare la bottiglia nelle fasi successive.

Alcune bottiglie che partecipano alla nostra competizione provengono da tutto il mondo e questo significa che devono affrontare un viaggio molto lungo. Per questo, i vini vengono conservati in posizione verticale per garantire che eventuali sedimenti si depositino sul fondo. Luce e temperatura sono adatte a garantire il miglior ambiente possibile per i campioni.

Il Responsabile Tecnico del Concorso organizza e raggruppa i vini arrivati in serie di degustazione, tenendo conto delle caratteristiche dei vini. In questo modo, le condizioni di degustazione sono eque per tutti i vini, poiché i giurati non saranno influenzati negativamente da aspetti come la varietà, l’acidità, il residuo zuccherino e il contenuto alcolico.

Ogni sera, il nostro staff prepara le serie per il giorno successivo, anonimizzando e preparando ogni singolo campione in gara: circa 40 vini degustati da ogni commissione per le 12 commissioni previste. Per tre giorni i vini sono degustati dalle giurie indipendenti di esperti, che valutano i prodotti secondo i regolamenti e le linee guida dell’OIV, utilizzando il sistema di punteggio a 100 punti.

Per i tre giorni di concorso i vini saranno degustati da una giuria di esperti composta da enologi, enotecnici, sommelier, buyers, importatori, produttori, giornalisti, etc. I prodotti sono classificati secondo le regole e le linee guida dell’OIV, utilizzando il sistema di 100 punti, sotto forma di degustazione alla cieca, rispettando l’ordine delle categorie dei vini in concorso.

Dei vini degustati solo i migliori ottengono una medaglia. Infatti, a differenza di altri concorsi enologici, solo il 30% dei prodotti assaggiati può essere premiato, come da regola OIV. Ciò significa che solo i prodotti di alto livello hanno l’onore di ricevere un riconoscimento al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino.

I giurati non sapranno se un vino alla fine riceverà o meno una medaglia, proprio per la rigida regola del 30%”. È quindi impossibile per loro influenzare i risultati finali in qualsiasi modo. Inoltre, ogni fase del concorso viene supervisionata dal Comitato Tecnico preposto, dal notaio e dall’OIV, che controllano che non ci siano irregolarità in nessuna fase del processo.

Come ricordato in precedenza, a differenza di altri concorsi enologici, solo il miglior 30% dei prodotti degustati viene premiato con una medaglia (secondo le norme OIV). Questo non riduce il valore del resto dei prodotti, ma accentua il prestigio della medaglia e il grande onore che rappresenta riceverla.

Nel rispetto delle regole dettate dall’OIV, Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, il concorso premia solo il 30% dei vini in rassegna, per garantire il massimo rigore e al tempo stesso valorizzare la migliore qualità dei vini.
I premi prevedono la Gran Medaglia d’Oro (92/100), la Medaglia d’Oro (85/100) e la Medaglia d’Argento (82/100). Punteggio minimo 80/100 Medaglia di Bronzo.

Ci sono inoltre alcuni premi speciali:

Il Forum degli Spumanti organizzato con il patrocinio e l’autorizzazione del Comune di Valdobbiadene, dedicato ai migliori vini Spumanti in concorso;

Il premio Città del Bio svolto in collaborazione con l’Associazione Città del Bio, dedicato ai vini biologici;

Il premio Mondo Merlot con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Aldeno, dedicato ai vini a base Merlot (almeno 80%).

Ogni anno si possono aggiungere altri premi speciali.

Il premio Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022 istituito solo per quest’anno, come rionoscimento eccezionale dedicato ai migliori produttori del Friuli Venezia Giulia.

Il premio Nebbiolo World. Quest’anno per celebrare la regione che ospita per la terza volta il Concorso (il Piemonte, dopo le due edizioni di Alba e Canelli) saranno premiate anche le migliori annate dei vini a base Nebbiolo. Questa iniziativa è maturata dalla collaborazione tra il Coordinamento del Piemonte con i Coordinamenti regionali di Lombardia, Valle d’Aosta e Sardegna, dove il Nebbiolo è chiamato rispettivamente Chiavennasca, Picodendro e Nebiolo (con una “b” soltanto), e rappresenta una identità territoriale importante. Da questo vitigno derivano innumerevoli e storiche Denominazioni di origine.